
Che cos'è quel numero
Quando l'infortunio si chiude, un medico dell'INAIL scrive una percentuale. Dice quanto la lesione ha ridotto il tuo corpo, secondo una tabella uguale per tutti.
Non misura il dolore. Non misura la fatica che fai a tornare al lavoro di prima. È il giudizio di un medico: due medici, sullo stesso ginocchio, possono scrivere due numeri diversi.
Perché quel numero pesa
Perché da lì dipende cosa ricevi.
Un punto in più o in meno cambia tutto. Per questo una valutazione al 15% va sempre riletta con attenzione.
Se non ti convince, si fa ricorso
Hai sessanta giorni da quando ricevi la lettera dell'INAIL. Entro quel termine si presenta un ricorso all'INAIL: si spiega perché quella percentuale non va bene, si indica quella giusta e si allega il certificato di un medico legale che lo confermi.
L'INAIL ha sessanta giorni per rispondere. Se dice di no, o se non risponde, si va davanti al giudice del lavoro: lì la valutazione la rifà un medico nominato dal giudice, non l'INAIL.
E comunque l'INAIL non paga tutto
L'INAIL paga secondo le sue tabelle. Il danno che hai subito può essere più grande: la parte che l'INAIL non copre, la sofferenza, quello che la tabella non considera.
Quella differenza non la chiedi all'INAIL. La chiedi al datore di lavoro, se l'infortunio è successo perché la sicurezza non era rispettata, oppure a chi ha causato l'incidente. Sono due strade diverse e si percorrono insieme.
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